Guida filosofica al turismo responsabile

Su La Repubblica di oggi un articolo interessantissimo di Seth Kugel, editorialista del New York Times e autore di Rediscovering Travel. Sarebbe importante iniziare a pensare all'impatto dei nostri viaggi sull'intero ecosistema e anche sull'economia della nostra destinazione. Andiamo solo a 'prendere' qualcosa o anche a 'donare' qualcosa? Se pensiamo all'overturismo, all'affollamento incontrollato, alle mete oramai abbandonate dai cittadini locali, all'inquinamento aereo, forse prenderemo le nostre descisioni con più consapevolezza. Le località meno visitate hanno molti vantaggi, non ultimo il fatto che la gentilezza dei locali di solito è inversamente proporzionale al numero di turisti. Quando restiamo affascinati da una splendida foto su una spiaggia tropicale dell'influencer di turno che sta dicendoci "fallo anche tu altimenti non sei nessuno" sarebbe il caso di chiederci quale modello di turismo è migliore per noi stessi e per il pianeta. L'autore suggerisce di selezionare i viaggi, viaggiare meno e viaggiare meglio. Se proprio non sappiamo rinunciare a Airbnb cerchiamo almeno una casa dove viva almeno un abitante del luogo. Appare superfluo aggiungere che da questo punto di vista una vacanza in agriturismo soddisfa in pieno queste sollecitazioni nella misura in cui consumiamo prodotti locali, remuneriamo gli agricoltori al giusto prezzo e scambiamo con loro un'esperienza culturale vera che nessun selfie potrà contenere.

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